Asti – Cuneo

Autostrada Asti-Cuneo, un’opera che non si doveva fare

La chiamano “la Salerno-Reggio Calabria” del nord Italia. È l’autostrada Asti-Cuneo. Il grande comico genovese Gilberto Govi l’avrebbe definita “una polenta tutta motti”, cioè “tutta grumi”, venuta male. Finanziata nel 1998, essa non è ancora completata oggi.

Sono aperti al traffico 3 tratti (collegati tra loro da ulteriore viabilità autostradale o ordinaria), gli altri due tratti Alba-Verduno e Cherasco-Verduno per complessivi 34 km sono in parte in costruzione e in parte in progetto.

Il mancato completamento di questi tratti genera gravissime condizioni di sovraffollamento del traffico sulla viabilità orinaria locale, che deve assorbire un’enorme traffico che include moltissimi camion in un’area che è fortemente industrializzata.

Il 1 agosto 2019 è invece arrivato il «sì» dal Cipe, Comitato interministeriale per la programmazione economica, che ha approvato il nuovo piano finanziario per la Cuneo-Asti preparato dal ministro Toninelli del Movimento 5 Stelle.

Questo significa che possono aprire i cantieri nella parte tra Alba e Verduno (che presenta i progetti definitivi) e può essere avviata la definizione del nuovo percorso (in sostituzione del la galleria) tra il viadotto interrotto a Cherasco e Verduno.

Lo schema di finanziamento dell’opera approntato dal ministero e approvato dal Cipe “prevede un modello concessorio incrociato tra la A33 Asti-Cuneo e la Satap A4. che ha in concessione tra l’altro l’autostrada Milano-Torino. Non si prevede, a differenza dello schema elaborato dal governo precedente, una proroga della concessione dell’A4, che scadrà dunque nel 2026, e si anticipa al 2031 (accorciando dunque la tempistica di 14 anni) la scadenza della concessione della A33. Questo significa che nel 2026 sarà bandita una gara unica per entrambe le concessioni, seppure con una data d’inizio concessione diversa”.

“Il nuovo schema adottato – aggiunge il dicastero guidato da Danilo Toninelli – non solo permette di sbloccare un cantiere fermo da anni, e dunque di realizzare una importantissima infrastruttura per il Piemonte e non solo, ma, rispetto allo schema precedente, comporterà per tutti maggiori benefici per la collettività e minori guadagni, seppure legittimi, per il concessionario”.

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A quanto pare questa situazione, che perdura dal 2012, anno in cui fu inaugurato l’ultimo tratto aperto al traffico, non dispiace poi troppo al concessionario dell’autostrada, il gruppo Gavio, visto che parte del traffico è deviato su altre autostrade che fanno parte dello stesso gruppo.

Forse per questa ragione ha avanzato la richiesta di un aumento dei costi per la costruzione di una galleria che manca ancora, un aumento di un milione di euro, o, in alternativa, l’aumento di 30 anni delle concessioni di altre autostrade che stanno andando in scadenza.

Il 1 agosto 2019 è invece arrivato il «sì» dal Cipe, Comitato interministeriale per la programmazione economica, che ha approvato il nuovo piano finanziario per la Cuneo-Asti.

L’approvazione della soluzione proposta dal Ministero delle Infrastrutture, è stata riportata da: Il Sole 24 Ore (report dettagliato), Quotidiano Piemontese, Yahoo Finanza, Pressreader, La Sicilia.it, Astm-Sias, Borsa Italiana, Tiscali.it, Il Metropolitano.it, La Presse, Il Torinese, Trasporto Europa, La Gazzetta del Mezzogiorno, Trasporti Italia, Cronaca Qui.it, Gazzetta d’Asti, Askanews, TGCom24, ansa, Affariitaliani, atnews.it, L’Automobile

INFRASTRUTTURE. TONINELLI: OPERE SBLOCCATE GRAZIE A ME, NON ALLA LEGA – Le opere sbloccate nel Cipe sono esclusivo merito del ministero delle Infrastrutture e del M5S, non della Lega. Lo sottolinea in una diretta facebook il ministro Danilo Toninelli, facendo l’elenco di tali opere, dalla Ragusa-Catania alla Asti-Cuneo: “Salvini- sottolinea Toninelli- lesse una per una tutte le opere sbloccate, dimenticandosi di dire che il merito non era suo ma del sottoscritto. Anche perche’, dopo Siri, non c’e’ piu’ un leghista dentro al mio ministero”. Noi, “in poche settimane abbiamo sbloccato opere per decine di miliardi di euro”, ha concluso il ministro.

Per il tratto della foto mostrata da Toninelli è prevista la nuova progettazione grazie alla decisione del Cipe

In un articolo de La Stampa, del primo agosto 2019, si sostiene che Toninelli avrebbe sbagliato a mostrare le foto del tratto autostradale di Cherasco. «Toninelli annuncia lo sblocco del cantiere dell’Asti-Cuneo, ma la foto che mostra è sbagliata», titola il quotidiano:

Questo articolo è stato ripreso con varie sfumature, alcuni arrivando vicini all’insulto personale del ministro, da praticamente tutta la stampa: Repubblica.it , La Stampa Cuneo, Next Quotidiano, Il Giornale.it, Il Secolo XIX, Lo Spiffero, Libero Quotidiano.it, The World News (che riporta anche le critiche del PD), Giornalettismo (il più accurato del gruppo),

Il via libera del Cipe riguarda tutta l’opera della A33 Asti-Cuneo, inclusa la sezione presente nelle foto e che riguarda la zona di Cherasco. Dalla decisione del primo agosto 2019 si potranno riaprire i cantieri nella parte tra Alba e Verduno che presentano già dei progetti definitivi, mentre per il tratto di Cherasco verrà avviata la definizione del nuovo percorso in sostituzione di quello precedente che prevedeva una galleria, un avvio che non sarebbe potuto procedere senza il via libera del Cipe.

Il ministro Toninelli nel suo intervento video mostra le foto simbolo della Asti-Cuneo, ma come viene fatto notare non è l’unico tratto interessato. Il Cipe, come spiegato dalla Presidenza della Regione Piemonte, non tiene conto di tratti specifici della Asti-Cuneo, ma di tutti incluso quello di Cherasco sul quale verranno avviati i lavori per la definizione del nuovo percorso, lavori che non sarebbero potuti iniziare senza il Cipe stesso. Per questo Toninelli non ha impropriamente mostrato la foto di Cherasco, mentre risulta ovvio che non si conosce la data dell’avvio dei cantieri.

Quanto sopra mostra solamente la mancanza di professionalità di certi giornalisti, che si fanno in quattro per copiare delle bufale pubblicate da altri pur di cercare di screditare Toninelli.

Naturalmente non sono mancate le critiche dell’opposizione, in particolare del predecessore di Toninelli, Graziano Del Rio o del suo surrogato Chiara Gribaudo, ma questo è da aspettarselo, è il loro mestiere dopo che hanno perso il potere. CuneoDice.it, ‘Toninelli finge di aver sbloccato un’opera che si poteva iniziare un anno fa’” IdeaWebTV “Un regalo mai visto al concessionario”

La mia opinione guardando da Washigton DC, USA? ERA ORA!